Nuovi cittadini digitali crescono!

Nuovi cittadini digitali crescono!

Continua, anche nel 2021, Digital Bees, il progetto di educazione alla cittadinanza digitale promosso dalla associazione Le Nius e finanziato dall’ 8xMille della Chiesa Valdese. Il progetto è dedicato ai giovani ragazzi e ragazze delle scuole medie e superiori, ai loro adulti di riferimento ed è nato per approfondire le competenze digitali, i temi delle fake news e dello stare in rete.

Come ogni anno il lavoro con i ragazzi è ricco di spunti e a fianco dei contenuti che proponiamo durante il percorso, ne troviamo per strada molti altri, che ci arrivano dai ragazzi stessi.
Curiosi, entusiasti, a volte schivi o addirittura spaventati da quello che succede online e sui social network, tutti loro

sono lo specchio di un mondo che cambia sempre più velocemente e che è – indiscutibilmente – sempre online.

Il coronavirus ha accelerato la trasformazione anche nel nostro Paese e, anche e soprattutto per questo, diventa determinante e imprescindibile dare ai ragazzi quelle competenze digitali di base per muoversi online in sicurezza, proteggendo se stessi e la loro privacy, mentre si avventurano nel vasto mondo della rete come cittadini digitali consapevoli.

Il percorso di quest’anno è iniziato con la Scuola Media Puecher, Istituto Rinnovata Pizzigoni di Milano. Qui con le terze medie abbiamo parlato di cos’è l’informazione, di come è fatta online, di cosa sono e come si possono riconoscere le fake news, con quali obiettivi vengono scritte e come possiamo evitare di diffonderle. E ancora di cosa sono privacy e copyright, dei meccanismi che governano i social network e di come si costruisce l’identità digitale.

Per chi Internet lo conosce da quando è nato, è più facile distinguere i vari pezzi che lo compongono. Un browser, la barra degli indirizzi, un articolo di giornale o di un blog, il post di un social network. Ma per i ragazzi, che sono nati in quest’era digitale, e che navigano soprattutto con il telefonino, Internet è un mondo spesso caotico, nel quale distinguere tra fatti e opinioni può essere complicato.
§La lezione che cerchiamo di passare attraverso gli incontri di Digital Bees, non riguarda soltanto le competenze digitali, ma lo sviluppo di un senso critico nel guardare Internet. Spingiamo i ragazzi a farsi domande davanti a quello che leggono o che vedono in foto e video. Insegniamo loro, anche se semplicemente, i meccanismi che governano la pubblicazione del materiale online, e diamo loro una marcia in più e gli strumenti giusti per affrontare la grande mole di informazioni e sollecitazioni che trovano in rete.

Parlare con i ragazzi, è sempre un’esperienza arricchente. Per loro, che imparano che la regola più importante quando si naviga su Internet è “accendere il cervello” e per noi e gli insegnanti, che impariamo a conoscere le nuove generazioni attraverso le loro identità digitali. Come passano il tempo, quali soddisfazioni trovano nella loro vita online e quali paure e sogni si nascondono nel loro comportamento in rete.

Anche quest’anno dalle attività sono nate molte conversazioni interessanti e discussioni vivaci. Molte riguardavano proprio l’identità digitale che per i ragazzi, al giorno d’oggi, ha un valore equiparabile a quello che ha la loro identità fisica e reale. Quello che mostrano online è infatti parte integrante di quel che sono e che vorrebbero essere. E anche loro sono indecisi tra la necessità di potersi esprimere liberamente, di raccontare le prodezze di cui sono protagonisti e anche le loro scelte anticonformiste, e il timore delle ripercussioni che le informazioni che condividono possono avere sulla loro vita presente e futura. Sicurezza, privacy, gestione delle informazioni sensibili in vista di una vita adulta e di un lavoro sono senz’altro stati i punti più stimolanti delle discussioni.

Educazione alla cittadinanza digitale Milano Puecher

3F Scuola Media Puecher, Milano

Dalle lezioni nascono spesso materiali prodotti direttamente dai ragazzi e ragazze come nel caso della classe del corso di blogging della Scuola Media Puecher (un laboratorio interclasse) che ha approfittato degli incontri svolti insieme allo staff di Le Nius per scrivere un articolo sul blog della loro scuola in lingua inglese e sulle fake news! Un lavoro meraviglioso.

Il progetto Digital Bees, svolto in presenza o in DAD a seconda delle esigenze dettate dalla situazione sanitaria, coinvolge le scuole, ma anche ed in prima persona gli insegnanti che “prestano” le loro ore e le loro competenze all’approfondimento delle competenze digitali.

Il lavoro in aula viene svolto in sinergia con la materia, portando esempi ed esercizi specifici (glossario in inglese, scrittura di brevi articoli, etc) che possano essere elaborati in classe e a casa in collaborazione con l’insegnante di riferimento. Le attività, divise in moduli, permettono di cucire sulla classe il programma più calzante approfondendo argomenti diversi a seconda della necessità.

Sei un insegnante o un direttore scolastico interessato al progetto Digital Bees?

Contattaci per avere ulteriori informazioni a info (at) lenius.it

Il progetto Digital Bees: a scuola fra aule reali e virtuali

Il progetto Digital Bees: a scuola fra aule reali e virtuali

Il primo anno del progetto Digital Bees  il nostro progetto di educazione alla cittadinanza digitale è stato un anno pieno di lavoro, e molte sorprese.

Siamo passati da aule scolastiche reali, con chiacchiere, esercitazioni e scambi di esperienze face to face con i ragazzi e i loro docenti, a aule virtuali.

A Ottobre 2019 infatti abbiamo regolarmente iniziato con gli incontri in aula in due scuole medie di Milano, la scuola media Istituto Vittoria Colonna e la scuola media Puecher, Istituto Rinnovata Pizzigoni.

Abbiamo lavorato con 8 classi terze, coinvolto in totale più di 300 studenti e studentesse e 15 docenti.

Gli incontri sono stati sempre molto interessanti. Ogni volta che affrontavamo un tema – le fake news, l’educazione in rete, dove finiscono i nostri dati, il progresso – si aprivano dei mondi di riflessione sull’uso che facciamo e che fanno i giovanissimi degli strumenti online, come social media, piattaforme di streaming, app di messaggistica istantanea. E sulle prospettive da cui li approcciamo.

Continua a leggere qui, sul blog della associazione.